PIANTE IN CASA!
Troppo spesso si è indotti a considerare le piante come oggetti, come elementi d’arredo, e quindi a sistemarle in funzione dell’arredamento stesso. Bisognerebbe, invece, fare il contrario. Dobbiamo cosiderare che le nostre piante sono degli esseri viventi e per noi devono contare come i nostri animali domestici, il gatto od il cane. Ogni pianta ha le proprie esigenze: occorre conoscerne il genere e la specie e seguirle nella loro crescita. E per capire cosa fare, bisogna guardarle, toccarle, parlare con loro.
Proviamo a rivedere, con un minimo di senso critico, le più diffuse credenze che riguardano le piante. Vedrete che ci sarà da stupirsi.
Bisogna parlare con le piante?
Molte signore (che sono in genere molto più delicate ed attente ai problemi delle piante), ci testimoniano quotidianamente, nel nostro vivaio, quanto le loro piante apprezzino parole, coccole e vezzeggiamenti. In virtù di quanto sopra detto è probabile che vi sia una risposta fisiologica di benessere alle buone parole. C’è comunque un’altra spiegazione di tipo “chimico”. Il prodotto della nostra parola, come del nostro “respiro” è la CO2 (anidride carbonica), che è l’alimento base per l’esecuzione della fotosintesi. Ecco allora che, parlando vicino ad una foglia, eseguiamo una mini-carbonicazione, a somiglianza di ciò che viene artificialmente fatto in molte serre, per aumentare l’efficienza fotosintetica.
* E’ dannoso dormire con una pianta in camera?
No. La quantità di ossigeno sottratta di notte è comunque inferiore alla quantità di ossigeno fornita di giorno. Il bilancio è dunque positivo. Inoltre è stato calcolato, per raffronto, che una persona di notte consuma molto più ossigeno di una pianta. Quindi se siete indecise tra il Ficus e vostro marito, cacciate pure dalla camera il marito (c’è infatti un grosso vantaggio: il Ficus non russa!)
* Dove collocare una pianta?
Bisogna immedesimarsi nella pianta. Le cellule vegetali sono in parte diverse da quelle animali. Le piante non sono mobili e non hanno neppure organi di locomozione. Dove nascono, crescono e si sviluppano, adattandosi. Non andrebbero quindi mai spostate. Gli indecisi, che variano ogni giorno posto o camera, modificano continuamente condizioni di luminosità , umidità , temperatura, obbligando le piante a nuovi e continui adattamenti.
Conoscere le esigenze di luce, umidità , temperatura di una pianta, significa potere offrire ad essa ciò di cui ha bisogno.
* Esistono piante d’appartamento e piante da esterno?
Tutte le piante sono in un certo senso da esterno. Questo vuol dire che in casa potremmo tenere qualunque tipo di pianta, a patto di avere spazio, luce, temperatura, umidità . Quelle che noi coltiviamo in casa sono, quasi tutte, originarie dell’Africa o dell’Asia tropicale e vivono quindi in foreste umide lussureggianti, con livelli di umidità relativa prossimi al 100%. Il sottobosco è costantemente ombroso ed il terreno è ricchissimo di sostanza organica in decomposizione; la temperatura è costante tutto l’anno. Nei nostri appartamenti dovremmo dare dunque temperature ed umidità elevate e costanti, e terreni ricchi e fertili. Le piante delle foreste tropicali, vivendo in substrati così ricchi, non sviluppano radici lunghe o fittonanti; ecco perchè quasi tutte stanno bene anche in vaso.
* E’ un problema la vicinanza al calorifero?
Le pianti tropicali al caldo starebbero benone. Il problema, derivato, è invece quello dell’ambiente secco. Bisogna umidificare tantissimo e bagnare abbondantemente. La temperaratura influenza la crescita: aumentando fa aumentare le dimensioni della pianta. Tra le piante più esigenti (la temperatura non deve mai scendere sotto i 15°C): Aglaonema, Anthurium, Aphelandra, Calathea, Cissus, Codiaeum, Dieffenbachia, Phittonia, Philodendron, pothos. Meno esigenti (da serra fredda, cioè con temperature mai sotto i 10°C): Cordilyne, Dracaena, Ficus, Nephrolepis, Pilea, Sansevieria, Schefflera, Tradescantia. Rustiche (resistono anche in piena aria in regioni a clima invernale mite: Agave, Aspidistra, Aucuba, aralia.Â





